| Idee di viaggio | Da Antonio

Destinazioni musicali: la Route 66

Da Chicago, Illinois, a Los Angeles, California. Parliamo di una lunga striscia di cemento che taglia gli Stati Uniti da Est ad Ovest: 4.000 chilometri di paesaggi deserti e odore di gomma usurata… Attraversarla a bordo di una Chevrolet, una Pontiac, una Chrysler, un camion o in sella a una mitica Harley – Davidson, accompagnati dalla colonna sonora giusta, si traduce nel simbolo della ricerca della libertà, del sogno americano.


Quando si tratta di attraversare il Midwest, non c’è miglior colonna sonora di un po’ di sano rock ‘n roll. La musica quale migliore compagna di viaggio lungo i deserti del New Mexico e dell’Arizona, fino a raggiungere le coste del Pacifico…

The Mother Road

La missione: attraversare il paese da una costa all’altra (o quasi), seguendo le orme dei coloni in esilio durante la Grande Depressione o la Dust Bowl (Conca di Polvere), fenomeno verificatosi negli anni ’30, quando una terribile siccità colpì la pianura del Midwest. L’erosione del terreno provocò violente tempeste di polvere. Numerose famiglie intrapresero un cammino lungo la Route 66, con l’obiettivo di lasciarsi dietro fame e povertà: l’inizio di una nuova vita, la nascita di un mito.

La 66 è la rotta dei rifugiati in fuga dalla sabbia e da territori poco fertili. Il rombo dei trattori, le proprietà perdute, la lenta invasione del deserto verso Nord, l’incedere dei tornado in Texas, le inondazioni che non fertilizzano la terra e distruggono le esigue ricchezze possedute. Strade, percorsi, canali adiacenti, rotte tracciate dai camion. La 66, la strada madre, la strada verso la fuga. –  John Steinbeck, “Furore”.

Mappa della Route 66

Bobby Troup – “Route 66”, “Get your kicks on Route 66”

La colonna sonora giusta per immortalare il significato della Route 66, composta da Bobby Troup e reinterpretata nel tempo da Nat King Cole, Chuck Berry, i Rolling Stones e i Depeche Mode.

L’ispirazione gli venne lungo la rotta madre, in direzione Ovest: in un certo senso possiamo assumere che si tratta di un vero e proprio diario di viaggio, che include inoltre molti dei nomi delle città attraversate, tra cui St. Louis, Joplin (Missouri), San Bernardino (California), Amarillo (Texas) e Winona (Arizona).

Mars Bonfire – “Born to be wild”

Tema che accompagnava i bikers in viaggio, fu composto nel 1968 da Mars Bonfire, in un’atmosfera di protesta nei confronti della guerra in Vietnam, che si consumava in quel periodo. Di strade emozionanti ce ne sono tante, ma la 66 è la rotta del movimento beatnik, la rotta dei ribelli…

La canzone fa parte inoltre della colonna sonora di una pellicola di culto, come Easy Rider, lungometraggio di Dennis Hopper, datato 1969.

Altre canzoni leggendarie sono:

  • The Mother Road – Alan Rhody
  • What’s Left Of 66 – Jason Eklund
  • Willy Rogers Highway – Kevin Welch
  • The Long Red Line – Mary Cutrufello

Bruce Springsteen – “Born to run”

I vagabondi sono nati per correre“, come canta Bruce Springsteen in questa canzone del suo terzo album, lanciato nel 1975.

The highways jammed with broken heroes on a last chance power drive
Everybodys out on the run tonight but there’s no place left to hide
Together wendy well live with the sadness
Ill love you with all the madness in my soul
Someday girl I don’t know when were gonna get to that place
Where we really want to go and well walk in the sun
But till then tramps like us baby we were born to run

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La strada s’intasa di eroi spezzati nell’ultima corsa
Sono tutti fuori a vedere la corsa, stasera, ma non c’è più nessun posto per nascondersi
Wendy, vivremo assieme tristemente
Ti amerò con tutta la rabbia della mia anima
Qualche giorno, ragazza, non so quando arriveremo là
Dove vogliamo veramente andare e camminare al sole
Perché noi siamo vagabondi, piccola, siamo nati per correre

Ritorno alla realtà: “Route 66″

Soppiantata da nuove strade, la Route 66 ha smesso di esistere ufficialmente nel 1985, sebbene si stiano moltiplicando gli sforzi per preservarla e promuovere il turismo. Un salto nel tempo è ancora oggi possibile: benvenuti nella “Historic Route 66“, quella dei motel, delle stazioni di rifornimento, dei fast food…

We are on the road again!

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