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Una sentenza della Corte di Giustizia dell’UE ha stabilito che i “problemi tecnici” non possono essere addotti  come scusa per non pagare i risarcimenti dovuti ai passeggeri per ritardi e cancellazioni dei voli.

Quante volte di fronte alla richiesta di risarcimento per i disagi provocati dal ritardo di un volo, il vettore si è giustificato dietro l’alibi “dei motivi tecnici”? Adesso però questa giustificazione non sarà più valida: la Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) infatti ha dato ragione alla denuncia dei passeggeri di un volo Klm che reclamavano un adeguato risarcimento dal vettore olandese, in quanto, ha stabilito la Corte, i cosiddetti, generici “problemi tecnici” non possono rientrare nella casistica dei “casi eccezionali”.

Un’ottima notizia ed un punto a favore dei diritti dei passeggeri, visto che le compagnie aeree non potranno più trincerarsi dietro la scusa dei “problemi tecnici” per rifiutare di rimborsare i passeggeri che hanno dovuto subire disagi a causa dei ritardi e delle cancellazioni dei voli in programma.


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