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Ieri sera, all’aeroporto Linate di Milano, le lancette non volevano saperne di scorrere. Tre lunghissime ore di blocco, dovute ad uno scalmanato passeggero, reo di aver saltato il metal detector. Duemila persone bloccate all’interno della struttura e la paura della minaccia terroristica che aleggiava tra il silenzio dei presenti…

Il fatto

Una serata come tutte le altre, fatta di lunghe code, gente che attendeva pazientemente (più o meno) di passare attraverso i controlli di routine. Poi da lontano, alcuni passeggeri avvistano un uomo attraversare in tutta fretta un passaggio chiuso e non controllato: quanto basta a dare il via al piano d’emergenza previsto in situazioni del genere.

Aeroporto chiuso: nessuno ha potuto lasciarlo o accedervi. Via dunque al controllo delle registrazioni, che hanno evidenziato la folle corsa dell’uomo, diretto verso un gate dal quale stavano per partire due voli in sequenza: un primo volo per Francoforte e l’altro per Roma. Con i velivoli già pronti a prendere il volo, è arrivata tempestiva la richiesta di annullamento dello stesso: passeggeri costretti a scendere uno ad uno, ma dell’uomo jeans e maglietta nessuna traccia.

Tensione e voli cancellati

Passa il tempo, ma dell’uomo nessuna traccia. E mentre alcuni si gettano nella disperazione di un attentato terroristico, comincia a farsi strada l’ipotesi più banale, ma per certi aspetti la più accreditabile: che si sia trattato di un ritardatario con l’unica intenzione di non perdere il suo volo?

A guardare bene, dal tardo pomeriggio alla prima serata di ieri sera, tutto è andato secondo i piani nei cieli d’Europa, quasi ad avvallare la seconda ipotesi. Poco prima delle 21 vengono ripristinati i primi voli: la paura di un attentato svanisce come una bolla di sapone. Ripetute cancellazioni, incresciosi ritardi e coincidenze inevitabilmente perse, ma almeno i volti cominciano a distendersi, la gente tira finalmente un sospiro di sollievo: tutto è bene quel che finisce bene. O no?

Già, perché dell’uomo non v’è ancora alcuna traccia: seguiranno aggiornamenti.

Foto: lastquest / Flickr cc.


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