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Il Magazine del viaggiatore
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Emilie è una giovane franco-italiana di Montpellier che dieci anni fa si è trasferita in Italia ed in questa intervista ci racconta della sua terra e del Bel Paese, visti con occhi particolari.

1.Ciao Emilie, cominciamo questa intervista franco-italiana dalla tua terra: perchè e cosa consiglieresti di visitare a Montpellier e nella regione della Linguadoca?

1. Ciao Antonio, Montpellier e la sua regione sono bellissime! Montpellier è una città dinamica dove trovi sole, divertimento, festival di qualità quali Cinemed, dedicato al cinema mediterraneo, e Montpellier Danse che si svolge tra giugno e luglio ed è considerata la più importante manifestazione di danza contemporanea in Francia.

Montpellier
Montpellier

Non va inoltre dimenticato l’ottimo cibo con i sapori e i colori del Mediterraneo. Questa terra bagnata dal sole produce dei vini autoctoni fantastici! Io apprezzo molto i vini del Pic Saint Loup (rosso, bianco e rosé) e il Picpoul de Pinet per accompagnare il pesce. Durante l’aperitivo è di rigore bere il Pastis (aperitivo alcolico profumato all’anice)!

Vigneti nella Linguadoca
Vigneti nella Linguadoca

Fuori le mure non si possono perdere vestigia romane come il Ponte del Gard o l’Arena di Nîmes, ancora perfettamente conservate, la città fortificata di Carcassone, la Piccola Camargue con le sue mandrie di cavalli bianchi e torri neri ed infine è d’obbligo una gita al Pic Saint Loup per assaggiare i vini che offre la sua terra….insomma c’è tanto da fare!

Arena di Nîmes
Arena di Nîmes

2. Un’altra città francese dove hai vissuto è Parigi: il passaggio dalla “provincia” alla Ville Lumière com’è stato?

2. Beh Parigi è Parigi. Una città meravigliosa, maestosa, con tanti contrasti. Sono andata a Parigi per concludere i miei studi universitari e devo dire che la Ville Lumière mi ha accolta a braccia aperte! Là ho conosciuto persone di tutte le nazionalità, di tutti gli orizzonti e di tutte le credenze. Ho vissuto delle esperienze bellissime nella capitale del mio Paese tra gente interessante, architettura e cultura sublimi, musica, eventi internazionali, cucine da tutto il mondo.

Ecco, stare a Parigi ti permette di viaggiare stando nella stessa città, soltanto spostandoti da un quartiere ad un altro, ma a volte anche da una via ad un’altra: Parigi è un microcosmo ti dà veramente tanto! Un pezzo del mio cuore è sicuramente rimasto nella Ville Lumière.

Parigi
Parigi

3. Prima di trasferirti definitivamente in Italia, avevi già avuto un assaggio del Bel Paese attraverso dei soggiorni a Padova e Venezia: com’è stato questo primo impatto con la Penisola?

3. Sì, ho fatto uno stage universitario a Padova ed un anno di Erasmus a Venezia. Che dire, arrivavo in una terra non straniera per me – scorre sangue italiano nelle mie vene, la mamma è italiana – però questa parte dell’Italia era a me totalmente sconosciuta e devo dire che mi sono trovata molto bene. A Padova ho trovato un’atmosfera studentesca con la sua famosa Piazza delle Erbe dove si possono bere dei deliziosi spritz, l’aperitivo locale. Ho conosciuto persone favolose e la città è davvero bella con tanti monumenti carichi di storia.

Padova
Padova

Poi mi sono trasferita a Venezia, sull’isola, dove ho studiato un anno di economia internazionale presso l’Università Ca’ Foscari nell’ambito del Progetto Erasmus. Venezia è un mondo a parte ed è tanto misteriosa! Alla sera, quando la città si svuota dei turisti e studenti, si può passeggiare lungo i canali e sentire la vera Venezia, quando i veneziani bevono un bicchiere di vino rosso nei bacari  e parlano della loro giornata di lavoro, mangiando cichéti (i tradizional ispunti nell’aperitivo veneziano). E’ un’oasi di tranquillità: alla sera tornavo a casa in un’atmosfera di quiete assoluta, persa tra i pensieri e i sogni di una giovane studentessa.

E’ strano questo ricordo di una Venezia tranquilla e imperturbabile perché quando ci sono tornata “da grande” e da turista sono stata sorpresa del caos e della densità di turisti nella mia amata città lagunare! Mi è rimasto nel cuore ovviamente il Carnevale, ancora autentico secondo me, ma anche i bellissimi musei veneziani come il Peggy Guggenheim o la Galleria dell’Accademia. Ecco quando sei a Venezia navighi, nel senso proprio e figurato, tra bellezza e cultura.

Venezia
Venezia

4. Il tuo trasferimento definitivo in Italia è avvenuto a Milano, una metropoli che di solito si ama o di odia, con cui gli stranieri (vedi Stendhal) ma anche gli italiani hanno un rapporto particolare. Qual è il tuo rapporto personale con questa città?

4. Da straniera devo dire di essere stata conquistata da Milano. E’ vero che il clima – freddo d’inverno, afoso d’estate – non è il massimo e c’è poco verde (eccetto il bellissimo Parco Sempione che fa da cornice al Palazzo Sforzesco), però la Milano da bere con i suoi locali affollati e i suoi eventi mondani, la Milano della moda e degli eventi internazionali, la Milano dinamica poiché cuore economico dell’Italia ha tanto da offrire! Tanto divertimento, tante attività, tanta cultura. Insomma volare a Milano significa visitare una delle città più interessanti d’Italia!

Il centro è stupendo: il Duomo, capolavoro dell’architettura gotica e la Galleria Vittorio Emanuele II, l’espressione più bella in Italia dello stile Liberty, ti lasciano a bocca aperta! Quando passeggi a Milano viaggi nella storia: quando ti trovi ai Navigli ammiri la fantasia e il genio di Leonardo da Vinci che ha donato alla città uno dei suoi più bei capolavori: il Cenacolo, dipinto nel refettorio di Santa Maria delle Grazie.
Milano è una città che può non piacere al primo incontro, ma quando la conosci meglio sa essere sorprendente…

Milano
Milano

5. La tappa italiana successiva è stata Firenze, dove vivi attualmente e lavori come organizzatrice di eventi: quali sono le principali differenze con Milano? Com’è l’accoglienza che la culla del Rinascimento riserva ad uno straniero?

5. Firenze mi garba! La Toscana e il suo capoluogo sono meravigliose. Paesaggi mozzafiato, architettura rinascimentale, respiri la cultura e la storia in ogni angolo del centro cittadino, in ogni strada che ti porta in mezzo ai vitigni del Chianti… ecco mentre Milano è una città imponente e caotica, Firenze è dolce, riservata e vivibile. Anche qua cultura a gogò, ovviamente il Rinascimento è molto presente, ma anche l’arte contemporanea è molta viva in questa città, oltre a festival vari, da quello asiatico al Festival dei Popoli.

Firenze
Firenze

Qua in Toscana ho scoperto la Casa del Popolo che non avevo mai visto a Milano o in altre città e sono dei luoghi di incontri molto importanti per le persone del quartiere per mantenere una rete sociale attiva. A Firenze mi piace il connubio del rustico e del trendy, della tradizione e dell’apertura a nuove cucine e culture. A Firenze il verde è presente dappertutto, si vive in mezzo agli oliveti e ai cipressi, i colori sono pastelli e caldi, d’estate i grilli accompagnano le dolci serate…

Campagna toscana
Campagna toscana

6. Infine un’altra regione italiana che tu conosci molto bene per ragioni di cuore è la Sardegna: pregi e difetti di questa isola dal tuo punto di vista francese?

6. E’ vero ho scoperto la Sardegna per ragioni di cuore!  Mi sono innamorata di un sardo, mio marito Massimo, e quando mi ha portato nella sua amata Sardegna mi sono innamorata anche della sua terra! I sardi sono molto attaccati alla loro isola e si capisce bene il perché. In nessun altro luogo ho visto spiagge di sabbia bianca così belle e un’acqua così cristallina. La cucina è genuina e generosa, dal porceddu alle pardulas, dalla bottarga ai culurgiones (pasta ripiena di patate, pecorino e menta, il mio piatto preferito!).

Emilie in Sardegna
Emilie in Sardegna

Un’isola autentica. Nel corso dei secoli ci sono state tante invasioni, dalle arabo-turche a quelle italiane, spagnole e francesi, e quindi si è creato un grande e bel mix di civilizzazioni e lingue. E ciò lo si ritrova nel carattere dei sardi: da buoni isolani sono piuttosto riservati, ma quando si crea un legame, dimostrano la loro grande generosità e lealtà. L’unico difetto che riesco a trovare nella mia terra d’adozione sono i prezzi ad agosto! Però anche con i prezzi estivi più alti Cagliari, Villasimius, Carloforte, Chia o il Golfo Orosei vanno sicuramente visitati!

Sardegna
Sardegna

7. Potresti riassumere in un aggettivo ciascuno di questi luoghi?

7. Milano = eclettica, Firenze = bella, Sardegna = generosa.

8. Cosa ti manca di più della Francia?

8. Della Francia mi manca innanzitutto la lingua francese: è così bello potersi esprimere nella propria lingua madre! Sopratutto per fare le battute! A volte mi mancano il pensiero cartesiano, i croissants e il boeuf bourguignon, ma per fortuna torno spesso in Francia. Prima mi mancavano tantissimo i formaggi francesi, ma devo ammettere che alla fine mi sono “convertita” ai formaggi italiani!

Croissant
Croissant

9. Qual è secondo te il peggior difetto del Bel Paese? Di cosa invece non potresti più fare a meno dell’Italia?

9. L’Italia è un paese meraviglioso dove si trovano i più bei monumenti del mondo e i paesaggi più mozzafiato. Ogni angolo di strada, ogni palazzo è storia, è cultura e purtroppo spesso laddove lo Stato dovrebbe salvaguardare, mettere in valore e – perché no? – guadagnare, con questo patrimonio inestimabile si vedono siti abbandonati, chiusi o poco curati…ed è un grande peccato! Il Bel Paese potrebbe vivere alla grande del suo turismo!
L’Italia è la mia seconda patria, oramai qui mi sento a casa. Mi piace il ritmo della vita, mi piace il cibo, mi piace l’allegria e il “casino“, la nonchalance e il modo in cui ci si gode…la Dolce Vita

10. In base alla tua esperienza cosa dovrebbero imparare gli italiani dai francesi e viceversa?

10. Italiani e Francesi sono molto simili. C’é sempre questo odio/amore tipico dei popoli che hanno avuto una storia comune travagliata… Secondo me i Francesi dovrebbero imparare dagli Italiani la flessibilità e l’attitudine al problem solving che li contraddistinguono. Gli Italiani riescono sempre a trovarti la soluzione all’ultimo momento grazie anche alla loro creatività.

Invece gli Italiani potrebbero ispirarsi ai Francesi per il modo in cui sanno organizzare il proprio lavoro, programmare gli impegni e rispettare le tempistiche (anche se ovviamente non è sempre così). Dalla mia esperienza lavorativa posso dire che Italiani e Francesi si completano molto bene a livello lavorativo.

11. Per chiudere, non possiamo esimerci dalla più classiche delle domande: cibo e vino italiano o francese?

11. E’ impossibile scegliere tra uno o l’altro: parliamo delle due culture enogastronomiche più riconosciute al mondo! Cibi di qualità grazie alla biodiversità delle nostre terre, vini fatti con un savoir faire ancestrale e dei vitigni eccezionali…che bello vivere in Paesi in cui i pasti sono veri momenti di convivialità e di ritrovo e dove si mangiano cibi e piatti eccezionali! Evviva l’Italia, evviva la Francia!

I simboli della cucina francese: vino, baguette e formaggio

Foto: Emilie Rémy, Wolfgang StaudtOffice de Tourisme Haut Minervois de Carcassonne, Stefan Krause / Flickr cc.

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