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Giovane blogger, scrittore, giornalista ed attivista per i diritti umani e civili, Iacopo Melio è diventato negli ultimi anni un punto di riferimento nell’opera di divulgazione e sensibilizzazione sui temi della disabilità attraverso il suo blog personale Iacopomelio.it e l’associazione #vorreiprendereiltreno di cui è presidente.
Un impegno che ha ricevuto alti riconoscimenti anche istituzionali, come il premio “Cittadino Europeo” (2017) e la recente nomina a Cavaliere dell’ordine al Merito della Repubblica Italiana. In questa intervista parleremo con lui di viaggi e disabilità e dell’ultimo studio di Liligo dedicato al Turismo accessibile.

Iacopo col Presidente Mattarella
Iacopo col Presidente Mattarella

1. Buongiorno Iacopo, o meglio, buongiorno Cavaliere. Qual è il tuo rapporto col mondo dei viaggi, puoi raccontarci la tua esperienza?

Buongiorno a voi! Francamente viaggio poco e ho sempre viaggiato poco. Sia perché ho genitori abbastanza sedentari, sia perché comunque non è facile organizzare spostamenti lontani quando si ha una disabilità fisica e non si è Indipendenti. Gli unici posti dove ho soggiornato fuori Toscana è stato in Sardegna, in Basilicata e in Emilia Romagna. All’estero invece sono stato solo in Croazia.

2. Nel nostro studio trovano spazio le città europee premiate dalla Commissioni Europea con gli Access City Award 2019: sulla base della tua e delle esperienze di altri viaggiatori con disabilità che hai avuto modo di conoscere, ci sono destinazioni che risultano in Europa più accessibili di altre in particolare?

In base ai racconti che mi arrivano, non esiste un Paese accessibile al 100%. Sicuramente la Germania e la Spagna sono due Paesi con un welfare molto sviluppato e per questo con un’attenzione maggiore all’accessibilità. I Paesi però più accessibili, per quanto rende possibile il loro territorio, sono quelli del nord Europa come la Svezia, dove c’è una cultura civica molto inclusiva.

Stoccolma, Svezia
Stoccolma, Svezia

3. E in Italia, secondo te, qual è la situazione del turismo accessibile e dei servizi di assistenza speciale ai viaggiatori e turisti con mobilità ridotta? Cosa si può fare ancora in questo senso?

C’è ancora tantissimo da fare in fatto di turismo accessibile. Certo, ci sono dei fiori all’occhiello, ma sono la minoranza. Ancora oggi il concetto di accessibilità nel turismo è vago: si pensa che basti un ascensore o un monta-scale per rendere un hotel adatto alle persone con disabilità, quando in realtà ci sono accorgimenti necessari che vengono puntualmente ignorati come ad esempio le misure e la qualità dei bagni, l’assenza della moquette in terra e altro ancora. Ad oggi la Romagna e la Puglia sono tra le regioni più sensibili in questo senso. Nella mia Toscana, purtroppo, c’è molto fumo e poco arrosto.

4. C’è una città italiana particolarmente accessibile che ti senti di consigliare ad un turista disabile italiano o straniero che vuole visitare una destinazione del Bel Paese?

Bologna è la città più accessibile che io abbia visitato. Sicuramente la sua morfologia la aiuta molto, con quei meravigliosi portici che permettono di girare quasi tutto il centro anche in caso di pioggia senza impedimenti. E poi c’è una mentalità molto aperta e favorevole all’inclusione, il che non guasta.

Bologna
Bologna

5. Cosa si dovrebbe fare secondo te perché viaggiare diventi a tutti gli effetti un diritto di tutti, anche delle persone con mobilità ridotta e altre forme di disabilità? Quali sono, a tuo parere, i maggiori ostacoli che ancora rimangono da rimuovere?

Bisognerebbe sensibilizzare le strutture, far capire loro cosa sia davvero l’accessibilità e far capire che una persona con disabilità è una risorsa e un investimento, e non una spesa. Puntare all’accessibilità dei locali e degli esercizi commerciali (che raramente troviamo con un ingresso accessibile) e dei mezzi di trasporto pubblico, permettendo così la libera circolazione senza dover dipendere da terze persone. La cosa peggiore di un viaggio, infatti, è essere costretti a programmare ciascuna tappa in base all’accessibilità quando dovremmo essere sempre tranquilli di trovare posti accoglienti ovunque.

6. Lo studio di Liligo sul Turismo accessibile si concentra sui servizi di assistenza ed accessibilità forniti da aeroporti e compagnie aeree, e sui modelli di auto speciali messi a disposizione dalle principali agenzie di autonoleggio. Pensi che queste informazioni possano essere utili per i viaggiatori disabili?

Sicuramente più informazioni diamo, più dati vengono incrociati, e migliore può essere l’organizzazione di un viaggio. Mi piacerebbe però che i primi fossero i Comuni ad informare cittadini e turisti, sui loro siti istituzionali, circa l’accessibilità del loro territorio, magari realizzando dei percorsi “ad hoc” così come delle mappature delle barriere architettoniche, in modo che uno sappia dove può andare e dove no.

7. E chiudiamo la nostra intervista, come da tradizione, chiedendo al nostro ospite quali viaggi sogna per il futuro: 3 destinazioni nel cuore che Iacopo vorrebbe visitare un giorno? 

In Italia mi piacerebbe vedere Napoli. All’estero mi piacerebbe vedere Parigi. E poi, il sogno nel cassetto: l’Australia. Terra estremamente educata e civile.

Australia
Australia

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