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Il documentario prende spunto dall’ultima tragedia avvenuta negli Usa quattro anni fa con l’uccisione da parte di un’orca in cattività del suo istruttore e mette sotto accusa il trattamento riservato agli animali tenuti in cattività nei più importanti parchi acquatici del mondo.

La storia dell’orca Tilikum

Protagonista del documentario di Gabriela Cowperthwaite è l’orca Tilikum, animale di 5 tonnellate e mezzo, tenuto in cattività da più di 20 anni nel parco acquatico SeeWolrd di Orlando. Catturata nel 1983 all’età di 3 anni  al largo delle coste islandesi, l’orca ha già ucciso tre persone. La prima tragedia avviene nel 1991 quando, insieme ad altre due orche gravide, Tilikum uccide l’addestratrice Keltie Byrne nel parco di Sealand of the Pacific. Sette anni dopo l’orca, nel frattempo trasferita al SeeWorld Orlando, uccide un giovane introdottosi nottetempo nella sua vasca.  Infine nel 2010 Tilikum massacra durante uno spettacolo l’addestratrice Dawn Brancheau davanti ad un pubblico allibito. Per questi episodi i media hanno ribattezzato Tulikum come “l’orca killer”.

Orca killer o acquari disumani?

I tragici eventi ricostruiti nel documentario sono sempre stati presentati dalla società che gestisce il parco acquatico della Florida come tragiche fatalità o incidenti legati ad errori umani degli addestratori.

La Cowperthwaite respinge queste tesi, documentando nel suo lavoro la violenza e la mostruosità della prigionia e degli addestratamenti a cui sono sottoposti questi animali, fin dalla loro spietata cattura in tenera età davanti alla disperazioni delle loro madri. Secondo la documentarista sarebbero questi i motivi che hanno fatto diventare l’orca così aggressiva spingendola ad uccidere tre volte. La tesi è corroborata nel documentario dalle testimonianze di esperti, scienziati, operatori del settore e addestratori, spesso pentiti del lavoro svolto negli acquari. 

Gli effetti della denuncia di Blackfish

Il documentario-denuncia ha sensibilizzato le coscienze sull’opportunità di vietare questi spettacoli acquatici. Sull’onda emotiva suscitata da Blackfish un gruppo animalista ha indetto una raccolta di firme per la liberazione dell’orca. Nel frattempo SeaWorld sta già subendo le conseguenze economiche del dibattito con un crollo delle sue azion in borsa e con un calo improvviso dei visitatori che decidono di volare a Orlando per assistere a questo genere di spettacoli.

SeaWorld
SeaWorld

Ma nel mirino non c’è solo il parco acquatico della Florida: la denuncia di Blackfish sta infatti coinvolgendo tutti gli acquari che propongono questo tipo di spettacoli non solo negli Usa, ma anche in Europa, come come il parco Marineland in Francia o quello spagnolo Loro Parque nelle Canarie.

Marineland
Marineland

Secondo voi è lecito o immorale visitare questi parchi acquatici?

 Foto: Andreas Ahrens, Josh Hallett / Flickr cc.

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