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  •   2 minuti di lettura

Volo d’affari, ti appresti a salire a bordo con un sorriso smagliante, poi ti accorgi che il posto al tuo fianco è stato assegnato ad una neo-mamma, con tanto di figlio piccolo al seguito: meglio fare buon viso a cattivo gioco. Certo, mantieni fede alla regola, fino a quando il bambino non inizia a scalciare, piangere e gridare. Cosa fare in questi casi? Proprio niente. Ed ecco spiegata la crescita della singolare richiesta.


Il calvario

Ebbene sì: 4 ore di viaggio in queste condizioni, possono trasformarsi nel viaggio più lungo che tu abbia mai affrontato. Bisogna aggiungere inoltre, che situazioni di questo tipo sono piuttosto frequenti. Giunge quasi automatica la richiesta di un gruppo di consumatori nordamericani, indirizzata alle compagnie aeree: uno spazio a bordo riservato agli adulti, in cui i bambini (ed i pianti…) non sono ammessi.

La situazione a bordo degli aerei che sfrecciano nei cieli americani, risulterebbe, secondo quanto riporta il The New York Times, già di per sé critica, tra spazio ridotto all’osso e servizi poco efficienti, cui vanno ad aggiungersi i bambini irrequieti. Come logica conseguenza, lo stress colpisce la maggior parte dei passeggeri, per nulla soddisfatti della qualità del volo.

La svolta

Per questo motivo, un gruppo di passeggeri ha dato vita ad un gruppo su Facebook, con l’intento di sollecitare le compagnie aeree a risolvere il problema, attraverso l’istituzione di zone con accesso limitato agli adulti. “Accetterei ben volentieri di pagare qualcosa in più, pur di viaggiare senza bambini”, afferma Ian Burford, assiduo passeggero dei voli che, da Boston, portano a diverse città statunitensi. Un volo Los Angeles – Inghilterram con tanto di bambino irrequieto a bordo, fu motivo più che sufficiente a convincerlo che fosse giunto il momento di creare un gruppo su Facebook, chiamato: “Le compagnie aeree dovrebbero istituire voli senza bambini a bordo!“. Le pretese del gruppo sembrano piuttosto chiare…

Gli iscritti al gruppo chiedono che sia possibile decidere, al momento della prenotazione del biglietto aereo, se viaggiare in uno spazio riservato agli adulti o meno, ipotizzando, in ogni caso, il pagamento di un ipotetico supplemento.

I precedenti

Bambino arrabbiato, volo rovinato!

Lo scorso luglio, una passeggera vinse una causa, che la mise di fronte alla compagnia aerea Quantas: la donna aveva chiesto un risarcimento per la perdita dell’udito, causato dalle grida imperterrite di una bimba di 3 anni, seduta al suo fianco sul volo New York – Australia. Il vettore australiano è finalmente giunto ad un accordo con la donna, i cui termini, però, non sono stati rivelati.

Lo scorso gennaio, durante le fasi preliminari del volo, gli assistenti della AirTran chiesero ad un’intera famiglia di abbandonare l’aereo, a causa del caos generato dalla bambina di soli 3 anni, rea
di un comportamento a dir poco esagitato,
tra calci, urla ed il rifiuto a sedersi.

I casi si ripetono con frequenza: a marzo, un passeggero di 42 anni perse la pazienza e trattò in malo modo un bambino di 3 anni (numero perfetto!), che proprio non voleva saperne di smetterla di agitarsi. Il risultato? Una bella denuncia all’uomo.

Indagini preliminari indicano che oltre il 60% dei viaggiatori sarebbe d’accordo con l’istituzione di un’area riservata agli adulti.

La polemica è servita. Qual è la tua opinione riguardo i bambini in volo?

Foto di: roxinasz. Da: sxc.


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