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Il Magazine del viaggiatore
  •   3 minuti di lettura

Un volo lungo otto ore, un bambino che inizia a piangere perché gli stanno crescendo i dentini da latte, tu costretto tra il pargoletto e il finestrino: puoi immaginare qualcosa di peggio sul tuo prossimo volo intercontinentale? Neo-mamme e neo-papà smettetela di disperarvi: da oggi c’è la tata d’alta quota!


I vettori prendono tempo

Tanto fumo, poco arrosto: questa la sensazione, quanto meno quella “ufficiale” sull’argomento, che vede da sempre bambini e neonati come minaccia numero uno della tranquillità in volo. Fumo, dunque, come quello alzato polemicamente dalle dichiarazioni dei vertici Ryanair, che parlavano un anno fa di voli senza bambini o delle tante compagnie aeree che si perdono in mille studi di aree destinate alle famiglie.

Ma dov’è l’arrosto? Ce n’è poco, dicevamo: il solo vettore ad aver preso una posizione in materia è Malaysia Airlines, che ha deciso di non accettare bambini nella classe Business dei voli da e per Londra, Sydney, Amsterdam e Kuala Lumpur.

Ne abbiamo parlato pochi giorni fa: i bambini alimentano da sempre gli incubi del viaggiatore che sogna un viaggio in pace e tranquillità. Noi ci chiediamo: esiste davvero una soluzione?

chi non vorrebbe l'aiuto di una tata?

“Nanny in the clouds”

Dagli Stati Uniti arriva un sì: la tata dei cieli ha le valigie pronte e si prepara a partire sul tuo stesso volo, per prendersi cura dei tuoi “amabili” angioletti! Ma come funziona? Semplice: Julie Melnick si prepara ad affrontare un lungo viaggio dalla costa Est a quella Ovest del paese a stelle e strisce, in compagnia della sua bimba di 2 anni. L’esperienza in volo le suggerisce che una tata avrebbe fatto proprio al caso suo.

Ecco dunque che nasce il sito che avvicina domanda e offerta: le tate inseriscono un profilo dettagliato e aggiornano dei prossimi voli personali in programma; i neo-genitori controllano la disponibilità di tate a bordo del proprio volo, controllano i profili e decidono se procedere al secondo step…

… a pagamento. Si pagano $10 per entrare in contatto con la persona interessata e negoziare tariffe e tipi di servizio richiesto, che spaziano dal “solo volo”, al “volo e albergo”.

Trovi maggiori informazioni sul sito ufficiale di “Nanny in the clouds“.

in viaggio con il tuo pargoletto

Passo dopo passo

L’idea è innovativa e promette bene: fatto sta che il servizio, affinché possa funzionare a pieno regime, ha ancora molta strada da fare. Negli Stati Uniti inizia a farsi un nome e compaiono le prime compagnie aeree internazionali, come KLM, Singapore Airlines, Air India, ma di vettori italiani, almeno per il momento, neanche l’ombra.

Nel frattempo, le mamme e i papà possono sempre fare affidamento sull’inventiva e l’immaginazione: a volte basta davvero poco per vivere una tranquilla esperienza d’alta quota in compagnia dei tuoi bambini. A volte…

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Foto: jasleen_kaur, *clairity*, elvissa / Flickr cc.

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