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Sembra finalmente vicina ad una conclusione positiva l’odissea della compagnia aerea italiana. Questa settimana infatti dovrebbe essere formalizzato l’ingresso di Etihad nel capitale societario di Alitalia, ma rimangono ancora alcuni importanti nodi da sciogliere.

Dopo l’incontro a Roma di giovedì scorso tra il premier Renzi e i vertici della compagnia di Abu Dhabi, questa dovrebbe essere la settimana decisiva per capire il futuro della compagnia italiana e l’eventuale partnership con il vettore arabo.

I termini dell’accordo e la questione degli esuberi

Si sarebbe dovuto riunire oggi il Cda di Alitalia, per esaminare la lettera d’intenti con cui Etihad ufficializza la sua offerta per l’acquisizione della compagnia italiana. L”incontro è slittato, ma, secondo indiscrezioni, il passo ufficiale del vettore di Abu Dhabi arriverà nei prossimi giorni, probabilmente già domani. A quel punto comincerà la trattativa vera e propria che dovrebbe chiudersi entro maggio. Etihad offre dai 350 ai 500 milione per il rilievo delle azioni di Alitalia, che in ogni caso non potranno superare la quota del 49%, secondo quanto fissato dall’Ue per le aziende extracomunitarie che operano nel mercato dell’Unione.

Etihad

Dunque, finalmente, Alitalia sembra aver trovato il partner strategico internazionale disposto a garantire investimenti ed un futuro più stabile al vettore italiano. Tutto bene quindi? Non proprio, perché come in tutti gli accordi, anche in questo caso c’è un prezzo da pagare: Etihad pretende infatti che il personale di Alitalia venga ridotto a 10.000 unità, con un taglio di circa 2.300 esuberi. Un notizia che non poteva non mettere in allarme lavoratori e sindacati, che tuttavia il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, ha tentato di tranquilizzare, promettendo un intervento del governo per cercare di ridurre i tagli del personale pretesi da Etihad.

Alitalia

Gli oppositori dell’accordo

Tra le compagnie europee che cercano di bloccare l’accordo ci sono in prima linea Air France e soprattutto Lufthansa.

Più volte nel recente passato il gruppo Air France-Klm è stato indicato come il potenziale acquirente del pacchetto azionario di Alitalia (ricordiamo tutti il tentativo di vendita di Alitalia del governo Prodi del 2008, poi bloccato dal successivo goverrno Berlusconi in nome della difesa dell’italianità dell’azienda; patriottismo che è costato in questi anni altri centianaia di milioni di euro ai contribuenti italiani), ma la compagnia francese ha deeciso infine di rimanere azionista di minoranza, mantenendo soltanto una quota del 7% delle azioni,  rassicurata dal fatto che gli accordi sui collegamenti in codesharing con Alitalia verranno mantenuti e rispettati fino al 2017, anche in caso di caso di aquisizione di Alitalia da parte di Etihad.

Air France

Molto più decisa appare invece l’opposizione di Lufthansa, che avrebbe tutto da perdere dalla partnership tra Alitalia ed Etihad: il vettore arabo infatti già controlla la low cost Air Berlin ed una sua ulteriore espansione nel mercato europeo la metterebbe in diretta concorrenza con le rotte e il “mercato” della compagnia di bandiera tedesca. Gia nei mesi scorsi i vertici di Lufthansa si erano appellati all’Ue europea per bloccare l’operazione Alitalia-Etihad, facendo leva sul fatto che un operatore extracomunitario non può essere il proprietario fattivo ed il centro direzionale occulto delle strategie di un’azienda della comunità europea.

Lufthansa

Il nodo Malpensa

Un altro problema che sta sorgendo sulla strada dell’accordo è la guerra tra aeroporti italiani che si sta profilando come conseguenza del riassetto generale del sistema aeroportuale italiano, che invetabilmente si vericherebbe con l’ingresso di Etihad in Alitalia. Il piano di espansione europeo del vettore di Abu Dhabi prevede infatti di diversificare le rotte tra Alitalia ed Air Berlin, lasciando alla prima le tratte mediterranee e verso le Americhe, alla seconda i collegamenti nel nord Europa. A farne le spese di questa riorganizzazione sarebbe probabilmente lo scalo di Malpensa, visto che Etihad pare voler puntare sullo scalo romano di Fiumicino come hub principale per i futuri voli intercontinentali della nuova Alitalia.

Malpensa (1)

Un altro capitolo nella contrapposizione infinita tra lo scalo milanese e quello romano, che ha spinto Roberto Maroni, goverrnatore leghista della Lombardia, ad annunciare che la sua regione non entrerà in Sea, la società di gestione degli aeroporti milanesi, se la la nuova partnership tra i due vettori comporterà il sacrificio dell’aeroporto in provincia di Varese.

Malpensa (2)

Secondo voi, si giungerà questa volta ad una soluzione definitiva del dossier Alitalia?

Foto: Robert S. Donovan, Trg / Flickr Wikimedia cc.

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