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  •   2 minuti di lettura

Stiamo parlando ovviamente del nuovo genito africano, uno stato che, per vedere la luce, ha dovuto combattere a ritmo di stragi e deportazioni. Una nazione dalle grandi dimensioni, ma dalla popolazione esigua, ufficialmente il 54° stato del continente africano. Una nuova destinazione di viaggio?


L’Africa è da sempre la terra delle meraviglie naturali, un continente che ammalia il turista con il suo sapore esotico. E chissà che presto non ci ritroveremo a gioire delle bellezze di uno stato neonato, ufficialmente la 193° nazione al mondo, un paese che, al momento, ha i suoi problemi da risolvere.

Conosciamo meglio il nuovo paese

Sudan del SudPer le strade di Giuba, la capitale del nuovo stato, si fa festa fino a notte fonda. Per strada la gente ha voglia di sorridere e fare baldoria com’è normale che sia: in molti hanno combattuto per ottenere l’indipendenza, tanti quelli che hanno pagato col sangue, in un confronto armato durato più di 20 anni.

Musulmani arabi a Nord e Cristiani a Sud. In una guerra non vince mai nessuno ed è così che si registrano numeri che lasciano di stucco: quattro milioni di persone hanno perso la propria abitazione, due milioni i deceduti. Se si considera che lo stato
appena nato conta meno di 9 milioni di
abitanti, ci accorgiamo di trovarci di fronte
ad un autentico genocidio.

Certo, i problemi sono tanti, a partire dalle condizioni socio-economiche in cui verte il nuovo paese: 9 persone su 10 vivono con un dollaro al giorno, 8 su 10 gli analfabeti. E poi le dispute ancora aperte con lo stato del Sudan, cui fa capo un dittatore sulla cui testa pende un mandato di cattura internazionale per i crimini commessi.

E ancora il controllo di pozzi petroliferi, la disputa di territori a confine tra i due stati, cristiani che si ritrovano a vivere nello stato a Nord e tutta una serie di problematiche che solo il tempo e la buona volontà dei due vicini aiuterà a sistemare (si spera).

Turismo? Forse è un po’ presto…

Compagnie aeree ed hotel economici non compaiono tra le necessità più impellenti del nuovo stato. Il paese vive una situazione per niente florida ed i problemi interni sono tanti. Innanzitutto i conflitti etnici tra i Dinka ed i Nuer, le due tribù maggiori. Poi il mercato delle armi, forse il più fiorente in una nazione tra le più armate di tutto il continente africano.

E poi la mancanza di strutture: il paese dispone di un’enorme quantità di pozzi petroliferi, ma non può sfruttarli in quanto le raffinerie si trovano nel Sudan. Insomma, c’è da lavorare, ma intanto la gente ha trovato un motivo per sorridere.

Il cielo aperto la vita errante, per paese l’universo e per legge la tua volontà e soprattutto una cosa inebriante: la libertà!

Georges Bizet

Foto: khalid Albaih, babasteve / Flickr CC.

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2 responses to “È nato! Lo chiameremo Sudan del Sud

  1. Ciao Paolo!

    Innanzitutto, grazie di essere passato.

    Leggevo l’articolo di cui sopra e devo dire che è davvero interessante e curato fin nei minimi particolari.

    Certo, le questioni da risolvere sono molte (stiamo parlando di una nazione nata 3 giorni fa) ed un dittatore a capo dello stato da cui deriva quello nuovo di certo non aiuta.
    Ma dal nostro punto di vista questo non può e non deve sminuire ciò per cui milioni di persone hanno lottato e perso la vita.

    Popolazione a maggioranza netta di poveri ed analfabeti? Bene, si faccia qualcosa in ambito internazionale per garantire le condizioni minime di sopravvivenza e sviluppo.
    Sicurezza a repentaglio con i confini immaginari? Che l’Onu o chi per essa mantenga un atteggiamento vigile e costruttivo, in una zona del mondo troppo spesso dimenticata ed abbandonata al suo destino.

    In conclusione, caro Paolo, pur riconoscendo le logiche e razionali conclusioni dell’articolo da lei riportato, ci permetta di credere in un progetto di crescita di uno stato che tenterà di guardare all’orizzonte con più serenità, forte di una libertà tanto agognata e finalmente raggiunta.

    Grazie per essere passato, continui a leggerci ed a condividere con noi le sue opinioni, buona serata!

    Antonio

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