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I fari, guardiani e guide che delineano con certezza assoluta i percorsi marittimi a due passi dalla costa, strutture circondate da un alone mistico, obelischi che donano un tocco di magia all’atmosfera, lì dove termina la terraferma ed ha inizio l’infinito. Rimarcano i sentieri delle imbarcazioni, facendo da tramite tra luce e buio… è tempo di scoprirne qualcosa in più.


La storia odierna non può avere inizio, senza ricordare il primo faro della storia, eretto nel 280 a.C. nella mitica Alessandria, città fondata per volere di Alessandro Magno, terra che col tempo, divenne polo culturale, centro influente della sua epoca.

Stando a quanto si legge nell’Odissea, un anziano dai capelli bianchi ripeteva fino alla nausea: “Poi c’è un’isola nel mare turbolento, di fronte all’Egitto, che chiamano Pharos…”.

Un concetto che prende vita dalla legenda è per sua natura circondato da mille storie, che hanno come protagonista il guardiano del faro, persone costrette a restare isolate per settimane, a volte mesi, sfociando spesso e volentieri in disfunzioni psicologiche, rasentando, talvolta, la follia

Faro di Kjeungskjaer, dove la notte è più buia

Si trova a pochi passi dal Circolo Polare Artico, al largo della costa di Trondheim, in Norvegia. Si erge fiero sulle gelide acque norvegesi sin dal 1880, una costruzione che, per più di un secolo, è stata casa dei guardiani che si sono succeduti e delle rispettive famiglie, gente che ha imparato col tempo a vivere senza abbandonare questa costruzione, per evitare di affrontare, ove non necessario, il freddo gelido delle acque e della terra che la circonda.

In un ambiente intriso di sentimenti contrapposti, lì dove la pace e la paura più profonda convivono, ha luogo una battaglia infinita, che si combatte a colpi di luci ed ombre e che fa da sfondo alle numerose storie di terrore che i bambini norvegesi si raccontano a vicenda.

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New London Ledge, la solitaria dimora incantata

Un’enigmatica dimora sulla foce del Tamigi, nel Connecticut, Stati Uniti. Sorge nel bel mezzo di un’isola artificiale, facendo sfoggio di uno stile a metà strada tra il rinascimental-coloniale ed l’imperiale-francese, avvolto in un’aura d’altri tempi. Costruito interamente in mattoni e granito, questo faro ha visto numerose primavere: ogni suo singolo centimetro potrebbe raccontare una storia differente, fatta di fantasmi e racconti d’isolamento.

Sin dal 1909, data di costruzione, i guardiani del faro, che ne abitavano le sue lussuose camere, vi hanno trovato rifugio da uragani, maremoti di proporzioni gigantesche, che in più di un caso li ha costretti a cercare riparo all’ultimo piano della costruzione, il terzo. Senza dubbio, se la natura non è riuscita a mandar già questo faro, ha quanto meno causato più di un malessere a chi vi abitava…

Le storie di fantasmi echeggiano tra le sue mura, i sussurri raccontano della leggenda del guardiano John Randolph, “Ernie”, il quale, dopo aver scoperto che sua moglie aveva rotto la sua promessa di eterna fedeltà, tradendolo con il capitano di una nave, cadde in una profonda depressione, che lo accompagnò fino alla morte. Ad oggi, innumerevoli testimoni raccontano di aver visto un uomo con l’impermeabile, alto e barbuto, che vaga all’interno di questo edificio enigmatico, sulle tristi note del vento che accompagna le onde…

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L’articolo di oggi termina qui, ma ci lasciamo con la promessa che, presto, prepareremo un nuovo post sull’argomento, a caccia dei fari più suggestivi al mondo!

Foto: Todd Gipstein, slack12, Steve Cadman, larskflem, MetaChrono, slack12, Florian Seiffert / flickr.

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