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Per celebrare il centenario del famoso fotoreporter di guerra sono state organizzate diverse esposizioni in giro per il mondo. Se siete amanti della fotografia e avete intenzione di partire per una vacanza, non perdete questa occasione per visitare alcune delle città più belle del mondo, andando ad ammirare le foto più significative ed importanti del “Secolo breve”.

Una vita in prima linea

Endre Ernő Friedmann (questo il suo vero nome) nasce a Budapest il 22 ottobre del 1913 da una famiglia di sarti. Militante di sinistra ed ebreo, inviso al regime ungherese dell’epoca, a 18 anni comincia il suo viaggio nel mondo: si trasferisce prima a Berlino, dove si avvicina al mondo della fotografia, e successivamente, dopo l’ascesa al potere del nazismo, a Parigi, dove comincia la sua attività di fotoreporter freelance e adotta il nome, più orecchiabile all’estero, di Robert Capa.

Il suo primo reportage è sulla guerra civile spagnola, che lo porta alla notorietà grazie ad alcuni celebri scatti come “La morte del miliziano repubblicano”. Pochi anni dopo Capa va in prima linea al seguito delle truppe alleate, per immortalare la seconda guerra mondiale: dalla Londra assediata dai bombardamenti nazisti, allo sbarco alleato in Sicilia e poi in Normandia, alla liberazione di Parigi, la macchina fotografica del reporter magiaro si trova in alcuni dei luoghi più emblematici del conflitto. I suoi reportage documentano altre tre guerre: il secondo conflitto sino-giapponese (1938), la guerra arabo-israeliana (1948) e la prima guerra d’Indocina (1954). Quest’ultima gli è fatale: è al seguito delle truppe francesi quando  muore improvvisamente, saltando su una mina.

Anche in questo tragico epilogo Capa rimane fedele fino alla fine alla sua massima più famosa: “Se le tue foto non sono abbastanza buone, non eri abbastanza vicino”.

Robert Capa

La mostra di Budapest

L’esposizione nella sua città natale è probabilmente la più suggestiva e oltrettuto è abbastanza facile trovare dall’Italia un volo low cost per la bellissima capitale danubiana. La mostra “Robert Capa – The Gambler”, inaugurata il 18 settembre e aperta al pubblico fino al 12 gennaio 2014, si tiene presso il Museo Nazionale Ungherese (Magyar Nemzeti Muzeum) ed espone 180 fotografie che documentano l’attività del fotoreporter Capa, ma anche del Capa meno conosciuto: il cineasta e fotografo di scena.

 

Lo sbarco in Normandia, 6 giugno 1944

Le esposizioni in Italia

Queste le principali esposizioni che il nostro Paese dedica al fotografo ungherese:

  • Roma e Firenze: “Robert Capa in Italia 1943-1944”, esposizione di 78 scatti sulla guerra alleata in Italia, in mostra fino al 6 gennaio 2014 al Museo di Roma Palazzo Braschi. La stessa esposizione si sposterà a Firenze, presso il Museo Nazionale della Fotografia Fratelli Alinari, dal 10 gennaio al 30 marzo 2014.
  • Udine: “Robert Capa – la Realtà di Fronte”, in mostra, presso Villa Manin (Passariano di Codroipo), fino al 19 gennaio 2014, 180 fotografie, tra cui scatti inediti realizzati sui set cinematografici di Hollywood, e la proiezione dell’unico film realizzato da Capa, “The Journey”.
Lo sbarco alleato in Sicilia, 10 luglio 1943

Le esposizioni nel mondo

  • Parigi: “Robert Capa 1913-1954”, esposizione che la Galleria Daniel Blau dedicherà dal 14 al 17 novembre agli scatti conosciuti ed inediti effettuati da Capa durante la seconda guerra mondiale, in particolare in Francia e Sicilia.
  • Città del Messico: “The Mexican Suitcase: Rediscovered Spanish Civili War Negative by Capa, Chim, and Taro”, una mostra dedicata ai reportage di Capa e suoi colleghi sulla guerra civile spagnola, in scena presso il Museo San Ildefonso fino al 9 febbraio 2014.
  • New York: “Capa in Color”, le foto a colori del reporter ungherese in mostra presso l’International Center of Photography dal 31 gennaio al 4 maggio 2014.
  • Tokyo: “Robert Capa Retrospective”, una retrospettiva sul grande fotoreporter, in programma presso il Tokyo Metropolitan Museum of Photography tra marzo a giugno 2014.
Stalingrado alla fine del secondo conflitto mondiale

Qual è secondo voi la più bella foto di Capa? E quale esposizione, tra quelle proposte, vi affascina di più?


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