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Il Magazine del viaggiatore
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Il  canadese Mike Spencer Bown sta tornando finalmente nella sua Calgary, dopo un viaggio ininterrotto in giro per il mondo, durato più di due decenni e che l’ha portato a visitare più di 190 Stati, compresi Paesi in guerra e dittature dove il turista non è di casa…

Un giro del mondo diverso dal solito

Quando nel 1989, all’età di 20 anni, Mike Spencer Bown è partito dalla sua Calgary, c’era ancora il muro di Berlino e l’Unione Sovietica, e probabilmente nessuno pensava che il suo viaggio sarebbe durato così tanto. Del resto la recente impresa del britannico James Asquith dimostra che sono sufficienti cinque anni per mettere piede in tutti i 196 Stati ufficialmente riconosciuti dall’Onu. Il tipo di viaggio che Bown aveva in mente, però, era molto diverso da quello dei suoi tanti predecessori che si sono cimentati nel giro del mondo. La sua idea, infatti, non era una corsa contro il tempo per battere chissà quale record, secondo il fortunato modello letterario inaugurato due secoli fa dal celebre romanzo d’avventura di Jules Verne, “Il giro del mondo in 80 giorni”. A Bown non interessava in quanto tempo avrebbe compiuto la sua impresa, ma come l’avrebbe compiuta: il canadese ha voluto immergersi nella cultura di ciascun Paese visitato, prendendosi ogni volta tutto il tempo che riteneva necessario.

Mike Spencer Bown in Pakistan

E’ stato lo stesso Bown a spiegare, in un’intervista ad un quotidiano della sua città, la differenza tra il vero viaggiatore e quelli che lui considera semplici “passeggeri” alla ricerca di nuovi primati:

“Alcune persone che conosco si sono recate in 100 Paesi, a volte persino in 170 – ma la sola cosa che essi fanno, è volare in aereo nelle grandi città, generalmente le capitali, fermarsi in aeroporto o prendere un hotel per una notte, e poi dire che hanno “visitato” questo o quel Paese. Ai miei occhi loro sono dei passeggeri, non dei viaggiatori.”

 

Esperienze uniche tra avventure e pericoli

Grazie a questo approccio Bown ha potuto vivere esperienze uniche, documentate e raccontate da lui stesso in vari blog e social network, come risalire il Nilo su una barca a vela, addentrarsi con un cavallo nella giungla brasiliana, scappare dagli elefanti selvaggi in un parco del  Gabon, mangiare formaggio o vino “non importa dove sulle Alpi” o contemplare la vista panoramica mozzafiato che si può ammirare  da un campo base sull’Everest.

Bown ha voluto visitare anche Paesi in guerra o retti da regimi dittatoriali, altamente sconsigliati ai visitatori stranieri e in cui il turismo praticamente non esiste: dalla Corea del Nord, all’Iraq (nel bel mezzo dell’invasione americana), alla Somalia dilaniata dalla guerra civile. A Mogadiscio, in particolare, le autorità locali, che controllano solo una parte del territorio del Paese africano, hanno creduto inizialmente che Bow fosse una spia o un pazzo e hanno cercato più volte di metterlo su un aereo e farlo ripartire, ma non c’è stato verso, l’eccentrico turista canadese ha lasciato la Somalia solo quando ha ritenuto di aver visto abbastanza…

Mike Spencer Bown in Corea del Nord

 

Per completare il suo giro del mondo a Bown mancano ancora due destinazioni: la prima è Israele, meta difficilmente accesibile per le restrizioni che le autorità locali impongono ai turisti che hanno già visitato alcuni Paesi musulmani, l’altra è l’Irlanda, più facilmente raggiungibile con uno dei tanti voli low cost per Dublino, dove il nostro viaggiatore potrà festeggiare la conclusione della sua impresa, davanti una pinta di birra. Ma siamo certi che Bown non starà molto tempo con le mani in mano prima di rituffarsi in un’altra avventura, perché come dichiara lui stesso:

“Non ho tempi morti, ogni giorno della mia vita adulta è stata un’avventura e io ne sono molto riconoscente”

Voi quanti Paesi avete visitato finora? E quanti ve ne mancano ancora nella vostra lista dei desideri?

Foto: Mike Spencer Bown Facebook

 


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