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No, non si tratta dell’ennesima eruzione. I passeggeri in volo nei prossimi giorni non hanno nulla da temere: le ceneri sprigionate qualche mese fa sono ancora straordinariamente attuali. Migliaia di passeggeri attendono ancora un ipotetico rimborso, che tarda ad arrivare ormai da tempo. Ecco che nel buio qualcosa inizia finalmente a muoversi: le speranze dei tanti malcapitati di evitare, oltre al danno, la beffa, sembrano conoscere nuova linfa. Scopriamo perché.

Sono passati ormai quasi 3 mesi dallo scorso 14 aprile, quando una colonna di fumo ha tenuto sulle spine i tanti turisti che avevano organizzato un viaggio in quel periodo e si sono visti cancellare un gran numero di voli, sino al sopraggiungere della decisione estrema di chiudere gli spazi aerei. A distanza di alcuni mesi, buona parte dei passeggeri ha ricevuto un regolare rimborso, ma non è ancora possibile scrivere la parola fine: questo perché i tanti che si sono affidati ad alcuni tour operator senza scrupoli, sono ancora in attesa del proprio, legittimo rimborso.

La svolta

In questi giorni si è registrato un interessante sviluppo nella vicenda: alcuni enti vicini ai consumatori, quali Adoc ed Autotutela, hanno firmato un esposto che rivendica i diritti dell’utente finale, citando la scorrettezza degli operatori di viaggio che, nel periodo di maggior rischio, non hanno provveduto ad informare debitamente i clienti circa le concrete possibilità di rimborso.

In alcuni casi, i suddetti tour operator hanno “gentilmente” concesso agli sfortunati viaggiatori che si sono visti cancellare i voli, la possibilità di usufruire di pacchetti viaggio in particolari periodi dell’anno: prendere o lasciare, senza tener conto delle volontà dei singoli che, in termini di legge, avrebbero potuto scegliere tra un viaggio di pari valore o un rimborso economico, eventualità completamente ignorata.

Cosa succede se, per obblighi lavorativi o motivi personali ci si ritrova a non poter accettare la “gentile concessione” del tour operator? La risposta potrebbe non essere così scontata: l’Antitrust ha preso in esame l’esposto dei due enti ed ha deciso di aprire un indagine in merito, tenendo ancora vive le speranze dei tanti che chiedono soltanto un minimo di giustizia.

La fiammella del lumicino è ancora viva.

Foto di: eschu1952. Da: sxc.


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