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È più o meno questo il concetto delle vacanze degli italiani che, sempre più spesso, imparano ad unire utile e dilettevole, pianificando un soggiorno all’insegna del verde della natura…e del portafogli! Già, perché un fine settimana in agriturismo è l’occasione giusta per riscoprirsi ecologisti, per concedersi un’esperienza alternativa e per tutelare un risparmio che si fa, giorno dopo giorno, sempre più necessario. Ecco i dettagli.

Tendenze del 2010

Cosa ci sarà sotto l’albero natalizio di quest’anno? Un maiale, forse una pecora, magari un cavallo. Sì, perché le famiglie italiane si sono fatte furbe ed hanno imparato a riscoprire le bellezze paesaggistiche del “giardino dEuropa“, a valorizzarlo e rispettarlo, riuscendo finalmente a congiungere diametralmente qualità e risparmio. È quanto emerge dallo studio di toprural.it, leader in Italia nella promozione del turismo rurale.

toscanaE se la crisi fa di necessità virtù, i dati delle tendenze vacanziere degli italiani parlano chiaro: il 78% degli italiani ha rivisto il proprio programma vacanziero per l’anno in corso, a causa di un budget contenuto. Tra i
tagli alle spese da destinare alle
vacanze ed ai giorni effettivi di
relax, continua a crescere il
numero di viaggiatori che si decide
ad intraprendere una scelta, che
sta collezionando un crescente
numero di consensi nel mondo
del turismo: le vacanze rurali.

Il profilo del turista rurale

Si tratta perlopiù di persone dal tenore di vita medio, che affermano di alloggiare in agriturismo circa 3 volte l’anno, prediligendo il periodo estivo e i ponti, oltre ai brevi fine settimana. La prenotazione avviene, solitamente, on line e ci si imbatte in questa nuova “avventura”, affidandosi ai consigli di chi ci è già stato, di parenti ed amici. Le regioni preferite? La Toscana, con 2 preferenze su 5, distacca (e di molto) le pur ben piazzate Sicilia, Puglia ed Umbria.

Come cambia l’agriturismo

 

La Sicilia giustifica la seconda piazza con i suoi panorami spettacolari

La crescita negli ultimi 10 anni ha dell’inverosimile: un incremento di strutture e prenotazioni pari al 90%, con le circa 20 mila strutture sparse in giro per il paese ed un richiamo sempre maggiore tra i viaggiatori nostrani. Non a caso, infatti, il 51% degli intervistati non esita a definirsi turista rurale, affermando di concedersi, almeno una volta l’anno, una piccola fuga rigenerante dal caos quotidiano. La maggior parte delle strutture rurali sono concentrate al Centro ed al Nord, con la Toscana alla guida, con più di 3000 stabilimenti, seguita dal Trentino, Il Veneto e la Lombardia.

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Foto di: eschu1952, farangio, rottweiler. Da: sxc.


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2 responses to “Periodo di crisi? Turismo rurale!

  1. Salve,
    anche io mi trovo d'accordo con il post sopra, in effetti il passaparola è uno strumento utile cosi come trovare chi ti può dare un consiglio sulla nostra bella Italia. Navigando sul web ho contattato lo staff del sito http://www.teseotur.com e con piacere ho avuto modo di conoscere e visitare tante piccole realtà sconosciute ai piu…molti piccoli tesori nascosti dell'Umbria e dell'alto Lazio..

  2. E' vero.. in tempi di crisi è utile trovare il modo di non rinunciare alle vacanze, e ciò si può fare se si trovano delle offerte che non vadano ad incidere troppo sul portafogli. Devo dire che le vacanze “rurali” sono un buon modo di risparmiare. Quest'estate sono stata in un agriturismo in Umbria dove ho potuto vivere un esperienza genuina rilassandomi e nn spendendo troppo.

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