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I tribunali italiani hanno emesso una sentenza in risposta alle denunce di alcune agenzie di viaggio nostrane e come risultato la Ryanair sarà obbligata a corrispondere una penale di €25.000. Nel continente europeo qualcosa di simile si era già mosso in precedenza: ciò evidenzia la dura posizione giuridica in merito ai “particolari” atteggiamenti della compagnia aerea irlandese.


Che Ryanair sia solita agire secondo regole quantomeno opinabili, non è cosa nuova. Ora, come riportano alcune fonti in giro per la rete, tra cui travelnostop.com, il vettore irlandese a basso costo è stato ritenuto responsabile di diffamazione a mezzo stampa, nei confronti della Fiavet, la Federazione Italiana Associazioni Imprese Viaggi e Turismo.

La contesa

I fatti risalgono al 2007, quando il responsabile della comunicazione di Ryanair, Peter Sherrard, non ha esitato a definire gli agenti di viaggio degli “intermediari imbroglioni“, “i rami secchi del comparto turistico” o ancora “i più costosi parassiti dell’industria turistica”.

Alla luce delle forti dichiarazioni, l’allora presidente della Fiavet, Giuseppe Cassarà, aveva manifestato tutto il suo disappunto, sfociato poi in denuncia nei confronti del vettore.

La risoluzione della disputa ha evidenziato gli eccessi di Ryanair, una sentenza che costringe la compagnia a corrispondere un indennizzo alla Fiavet: una vittoria attesa a lungo ed infine arrivata.

I precedenti

Sentenza Ryanair

Non si tratta, ad ogni modo, della prima sentenza che evidenzia il particolare atteggiamento della compagnia irlandese: circa tre anni fa, in Spagna, la corte di giustizia si pronunciò in favore delle agenzie di viaggio, in merito ad una denuncia avanzata dal vettore low cost, che mirava a bloccare la vendita di biglietti aerei attraverso canali differenti dal proprio sito web.

In tale occasione, Ryanair minacciò ripetutamente di bloccare tutte le prenotazioni non avvenute per vendita diretta, cosa che, chiaramente, andava contro la legge.

In riferimento ai discutibili atteggiamenti di Ryanair, se volessimo ipoteticamente riunire tutte le sentenze emanate dai tribunali europei, otterremmo un numero di sanzioni sufficiente a costringere il vettore ad una revisione globale della propria politica. Del resto, si tratterebbe di una misura dovuta, se consideriamo che gli altri vettori a basso costo sono “costrette” a seguire le regole del gioco.

Viaggi spesso con Ryanair? Come accogli la sentenza del tribunale italiano?

Foto: P – A – S, Bryan Burke / Flickr cc.

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