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La guida completa per sapere cosa fare e vedere a Siracusa, e cosa visitare in auto nei suoi dintorni e nella sua bellissima provincia, fra gioielli barocchi e l’inestimabile eredità greca.

Inverno inoltrato. È arrivato quel momento dell’anno in cui, terminate le vacanze di Natale e tornati tutti al lavoro, sembra che ogni pensiero sia già rivolto solo ed unicamente alle prossime vacanze estive. Una vita in vacanza, verrebbe da dire. Su questo siamo sicuramente tutti d’accordo.

Tuttavia, c’è chi fantastica su grandi scorpacciate di piatti esotici o tradizionali, chi spera di immergersi in un mare da favola o nella natura più incontaminata, altri ancora puntano sulle città d’arte ed archeologia. Potete smettere di scervellarvi, perché il Magazine del Viaggiatore oggi vuole regalarvi l’idea vincente per una vacanza estiva che racchiuda tutto questo e possa davvero mettere tutti nuovamente d’accordo. “Dove?” – è la domanda.

Sicilia è la risposta, e più precisamente, vi suggeriamo quell’incredibile città sulla sua costa sud-orientale che è Siracusa.

Ortigia
Ortigia

Abbiamo parlato di vacanze estive, ma in realtà la Sicilia può davvero rivelarsi una meta a 4 stagioni. Il clima è mite tutto l’anno ed anche se non è tempo di andare al mare non potrete mai annoiarvi.

Siracusa rappresenta quest’isola magica come un perfetto ambasciatore, grazie alle antiche testimonianze del mondo greco ed al trionfo del barocco siciliano in pietra arenaria, senza contare le riserve marine ed aree protette che la circondano. Un forte valore di richiamo ha pure la cucina locale anch’essa votata ad un gusto greco-orientale, tenendo sempre a mente quel fortissimo influsso arabo che, pur essendo più caratteristico della Sicilia occidentale, contamina un po’ tutta l’isola con risultati a dir poco goduriosi.

Dunque, vi guideremo attraverso le meraviglie della “Città bianca di Sicilia” e della sua provincia. Smettete di fantasticare e preparatevi a prenotare.

Come arrivare a Siracusa

Siracusa è servita principalmente dall’aeroporto di Catania Fontanarossa, che dista dal centro cittadino circa 50 minuti in auto. Lo scalo principale della Sicilia orientale è hub per le maggiori compagnie di linea e low cost. Sebbene la distanza tra le due città non sia eccessiva, sarebbe consigliabile spostarsi senza ricorrere ai trasporti locali, considerando che non godono di un’ottima reputazione. Esiste un bus diretto della Interbus che collega Fontanarossa a Siracusa, ma l’ideale è senza alcun dubbio optare per il noleggio auto presso l’aeroporto di Catania, una volta atterrati, così da rendere l’itinerario più fluido e la visita dei dintorni più agevole in totale autonomia.

Alla scoperta dei gioielli del Barocco

Piazza Duomo è il fulcro di Siracusa, considerata tra le piazze più scenografiche di tutta la Sicilia. E la rivelazione è che vi trovate sull’isolotto di Ortigia, che costituisce il nucleo più antico della città, collegato ai nuovi quartieri sorti durante la seconda metà dell’800 grazie al Ponte Umbertino.

Nella piazza spiccano diversi monumenti barocchi, come Palazzo Vermexio, risalente al 1700 e sede del Municipio, affiancato da altri palazzi nobiliari di grande pregio, come Palazzo Beneventano del Bosco. Non dimentichiamo il Palazzo Vescovile e l’importante Chiesa di Santa Lucia alla Badia, dimora della santa patrona della città che custodisce un vero capolavoro di Caravaggio: il Seppellimento di Santa Lucia, olio su tela realizzato dopo il 1608, quando il pittore si rifugiò nella città sicula dopo essere evaso dal carcere di Malta.

Il vero protagonista tra tutti però, è sicuramente il Duomo di Siracusa, intitolato alla Natività di Maria.

Esternamente, si presenta in stile barocco e rococò, ma questa importantissima chiesa è un vero unicum nel suo genere. Al suo interno, cela resti di epoca normanna, ma soprattutto le vestigia del passato greco dell’isola: le colonne dell’antico tempio dorico di Atena, risalente al V secolo a.C.,  sono state incorporate nella muratura delle navate e sono anche visibili esternamente sulla fiancata laterale.

Non c’è obiezione che tenga: quando lo si vede, si resta di stucco. Il biglietto di ingresso costa € 2,00.

Cattedrale di Siracusa in Piazza Duomo
Cattedrale di Siracusa in Piazza Duomo

Ma Siracusa è altro oltre al celebre duomo. La Fonte Aretusa, le cui acque dolci rappresentano uno sbocco a mare del Fiume Ciane, ci rivela la leggenda di Aretusa ed Alfeo, tra le più affascinanti del mondo greco. È un luogo d’incontro per tutti i siracusani e, ancor più intrigante, è l’unico bacino in Europa, oltre a quello di Fiumefreddo, in cui crescano piante di papiro. Nelle viuzze del centro cittadino, sono presenti piccole boutiques artigiane dove la pianta viene lavorata come nell’antichità, realizzando vere e proprie opere d’arte.

Fonte Aretusa
Fonte Aretusa

Volgendo le spalle alla fonte e proseguendo a piedi verso la punta estrema dell’isola di Ortigia, si affaccia sul mare il Castello Maniace, magnifico esempio di architettura svevo- federiciana, voluto da Federico II e costruito tra il 1232 ed il 1240. Posizionato strategicamente sul Porto Grande così da proteggere la città alle spalle, come di consueto all’epoca, fu fortezza, prigione e deposito di armi. Biglietto d’ingresso: € 4,00.

Fortezza Maniace
Fortezza Maniace

Non è ancora il momento di lasciare Ortigia, perché il Magazine del Viaggiatore vuole regalarvi una chicca: non tutti sanno che a Siracusa esiste un Mikveh, ovvero un bagno rituale ebraico all’interno di una vera e propria Giudecca. Si stima che la comunità ebraica in Sicilia fosse davvero importante: circa 25.000 ebrei vivevano in Sicilia e ben 90 erano le Giudecche. Il Mikveh di Siracusa radunava i 5.000 abitanti di religione ebraica presenti in città ed è l’unico sicuramente documentato nell’isola, nonché il più antico d’Europa. Il biglietto di ingresso costa € 5,00 e vale davvero la pena visitare questo luogo unico in Sicilia e davvero ben gestito.

Mikweh di San Filippo Apostolo
Mikweh di San Filippo Apostolo

È arrivato il momento di prendere l’auto, lasciare il cuore barocco della città bianca e prima di volgere lo sguardo al mare,  fare un immancabile stop presso il Parco Archeologico della Neapolis di Siracusa.

La più visitata tra le mete turistiche di Siracusa, conserva i resti di un passato glorioso e vanta la presenza del più grande teatro greco di Sicilia – precedendo quello di Taormina-, nonché uno dei maggiori di tutto il mondo ellenico, costruito nel V secolo a.C. e poi ristrutturato in epoca romana. Non dimentichiamo, infatti, che Siracusa aveva un ruolo di prim’ordine insieme ad Atene, Roma e Cartagine nel mondo antico.

Teatro Greco di Siracusa
Teatro Greco di Siracusa

Il percorso nell’area archeologica parte dall’anfiteatro romano, tra i più rappresentativi della prima età imperiale romana, iniziato probabilmente sotto Nerone e terminato tra il III e IV secolo d.C. e da considerarsi uno dei maggiori d’Italia. Seguono l’ara di Ierone, il più grande altare sacrificale dell’antichità greca e le Latomie del Paradiso, ovvero cave di pietra che venivano utilizzate per imprigionare schiavi o prigionieri di guerra. Qui si trova l’Orecchio di Dionisio, una grotta artificiale ricavata dalle Latomie, alta 23 metri e profonda 65, con una particolare forma ad orecchio d’asino tale da renderla una sorta di cassa armonica che amplifica i suoni: fu il pittore Caravaggio a darle questo appellativo, perché pare che il tiranno Dionisio di Siracusa, noto per la sua crudeltà, si appostasse in una cavità al di sopra della grotta per origliare i discorsi dei prigionieri. Non c’è niente di più suggestivo e divertente che entrare all’interno dell’Orecchio ed intonare una canzone! L’amplificazione farebbe invidia ai fonici del Loollapalooza Festival!

Orecchio di Dionisio
Orecchio di Dionisio

Da qui si arriva facilmente al teatro greco, così da tornare verso l’uscita e riprendere l’auto per procedere all’esplorazione dei dintorni di Siracusa. L’intera città di Siracusa, inclusa l’area della Neapolis, è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO. Il costo del biglietto di ingresso all’area archeologica è di € 10,00 a persona.

On the road nei dintorni di Siracusa

Dalla riserva marina a quella fluviale, dall’area archeologica rupestre alle piccole città d’arte, fino al villaggio dei pescatori: è arrivato il momento di darvi qualche dritta per divertirvi on the road.

Amanti del mare, non perdetevi la spiaggia di Calamosche, situata all’interno dell’Oasi Faunistica di Vendicari, a circa 40 km da Siracusa. Una passeggiata di circa 30 minuti vi condurrà in un piccolo paradiso. Non scordate di portare con voi i viveri però, perché vi troverete davvero in un deserto di piacere.

Calamosche
Calamosche

Lo stesso vale per l’Area Marina Protetta del Plemmirio, a circa 15 km da Siracusa: qui faticherete a trovare spiagge, perché la costa è caratterizzata da scogliere piuttosto appuntite. La scomodità è ripagata dal nuotare circondati da tonni e ricciole. Vi consigliamo i varchi 27 e 23: a fine giornata, potrete godervi un aperitivo prima di ripartire.

Plemmirio
Plemmirio

Una valida alternativa alla riserva marina? La Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile, 40 km a sud di Siracusa! Il fiume Cavagrande ha scavato nel tempo profonde gole e canyon dipanandosi tra Noto, Avola e Siracusa. Occorre percorrere uno dei diversi sentieri presenti per raggiungere i famosissimi laghetti di Avola, dove refrigerarsi dalla calura estiva. Vi consigliamo di informarvi circa i sentieri aperti contattando la riserva. Ai margini della riserva, sul versante nord-est, è stata rivenuta una necropoli rupestre, raggiungibile attraverso i percorsi segnalati, con tanto di corredi tombali, risalente al periodo della cultura degli Ausoni (1000 a.C.).

Cavagrande del Cassibile
Cavagrande del Cassibile

Parte del Patrimonio UNESCO di Siracusa, insieme al suo cuore barocco ed alla Neapolis, è la Necropoli Rupestre di Pantalica. Si tratta di un sito naturalistico- archeologico che si estende su un altopiano frastagliato da canyon prodotti dai fiumi Anapo e Calcinara. Potete semplicemente godervi un’escursione in natura, ma al contempo avrete l’occasione di trovarvi immersi in un contesto unico: i Siculi, insediatisi qui nel XIII a.C., realizzarono 5.000 tombe a grotticella nel corso di cinque secoli, segnando il passaggio dall’età del bronzo all’età del ferro.

Necropoli di Pantalica
Necropoli di Pantalica

A fine giornata non sarà mica ora di fare una scorpacciata di pesce per coccolarvi dopo il vostro trekking? Bene, dunque guidate per circa 90 km da Pantalica (60 km da Siracusa) e puntate dritto ad uno dei luoghi più incantevoli della Sicilia, già presente nel vostro immaginario da tempo: doveva solo concretizzarsi. Stiamo parlando di Marzamemi, un borgo marinaro sviluppatosi intorno alla tonnara realizzata dagli Arabi intorno all’anno mille. L’aspetto odierno però, è frutto dell’impegno della famiglia Villadorata, che a partire dal 1630 ristruttura il borgo, ampliando anche la tonnara. Location di svariati film per il suo aspetto caratteristico (uno su tutti “Sud” di Gabriele Salvatores), l’intero borgo è pedonale e costellato di localini e ristoranti, che alternano la pietra locale alle tonalità del bianco e dell’azzurro, restituendoci un’immagine iconica di un tipico villaggio di pescatori del sud Italia. Incantevole è dir poco: persino i siciliani stessi restano esterrefatti davanti al baglio di Marzamemi e vi ritornano più spesso possibile.

Piazza Regina Margherita di Marzamemi
Piazza Regina Margherita di Marzamemi

Da qui avete due opzioni: fare un salto a Portopalo di Capo Passero e volgere lo sguardo verso l’Isola delle Correnti, l’estremo meridionale della Sicilia, più a sud di Tunisi e poco più a nord di Hammamet. È una piccola isola tondeggiante, così chiamata perché qui si toccano idealmente il Mar Ionio ed il Mar Mediterraneo, generando le famose correnti e dando vita ad una gamma di colori suggestiva. Diverse sono le spiagge in zona: Carratois è una di quelle da non perdere.

Capo Passero
Capo Passero

La seconda opzione, per chi non fosse ancora saturo del barocco siracusano, è sicuramente Noto, che in realtà ne è considerata la “capitale”. Ricostruita dopo il terremoto del 1693 secondo un preciso schema che la rende maestosa tra scalinate, terrazze e l’alternarsi di chiese e palazzi di pregio, il “giardino di pietra” è incluso nella Lista del Patrimonio UNESCO insieme ad altre sette cittadine della Val di Noto, a rappresentare le peculiarità del barocco siciliano.

Noto
Noto

Alla sera, l’illuminazione rende Noto la vera top model dell’architettura siciliana.

Noto di sera
Noto di sera

Una passeggiata qui vale davvero la pena per un ultimo ricordo da cartolina: Siracusa rappresenta, con la sua provincia, una delle principali attrattive della Sicilia. Una volta terminata la vostra vacanza, vorrete sicuramente tornare ancora ed ancora. Ed i calorosi siciliani saranno qui ad aspettarvi con le braccia aperte. Non resta che augurarvi buon viaggio!

Foto: CunctatorSr / Wikimedia cc.

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