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La situazione odierna in Tunisia non è delle migliori: il popolo chiede a gran voce la fine di un regime oppressivo, duri gli scontri tra cittadini e forze dell’ordine. Poi, ieri sera la svolta: il presidente Ben Alì ferma gli agenti, le persone si raccolgono in strada e festeggiano sparando. Stai pensando a quel viaggio a Djerba ormai prossimo? Forse è il caso di rivedere i tuoi piani.

Il punto della situazione

Il fulcro delle manifestazioni, pacifiche e non, ha luogo nella capitale del paese, Tunisi, sebbene si registri un lieve miglioramento seguito alle dichiarazioni televisive del presidente tunisino Ben Alì. Il ribasso del prezzo dei beni di prima necessità, il “cessate il fuoco” imposto alle forze dell’ordine, la fine della censura su web e stampa, oltre alla promessa di non presentarsi alle elezioni del 2014, hanno contribuito ad alleviare un clima piuttosto teso.

Le manifestazioni, in maggioranza pacifiche, in alcuni casi violente, si verificano in buona parte del paese, specie nella Tunisia centrale. Ad oggi, diverse le decine di persone che hanno perso la vita negli scontri. Sconsigliati, per ora, i viaggi nel paese, specie al Sud (strade bloccate dallo spiegamento di forze dell’ordine) e ad Hammamet, dove sono in atto nuove proteste.

Come comportarsi

Si consiglia di restare cauti e adottare ogni misura di sicurezza necessaria: se stai pensando di recarti nel paese nordafricano, è bene sottoscrivere un’assicurazione che copra rimpatrio e spese sanitarie. L’informazione è potere: resta in contatto con i siti istituzionali, in modo da essere sempre aggiornato sugli ultimi avvenimenti. Ecco una lista di siti utili:

Si attendono aggiornamenti.

Foto di: Bruno Ben Moubamba / Flickr cc

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