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Eccoci giunti al nostro ultimo appuntamento con la scoperta del paese attualmente al capo dell’Unione Europea. Dopo la visita dei dintorni di Budapest e della zona occidentale, oggi ci concentriamo sui tesori che l’Ungheria nasconde nella zona settentrionale e nella cosiddetta “grande pianura”, che si estende a Sud-Est. Prepara carta e penna: sono tanti i nomi da appuntare!

Ungheria Settentrionale

Cinta dalle alti vette dell’Ansa del Danubio, questa regione si presenta come una delle più variegate del paese: castelli, centri termali, stazioni sciistiche e vaste zone verdi adatte all’escursione completano un’offerta variegata, proponendosi come una tappa quasi obbligata per i tanti viaggiatori che giungono nel paese. Gastronomia e tradizione si intrecciano ad una storia che affonda le radici in un passato remoto: ti servono altri motivi per giungere qui? Noleggia la tua auto a Budapest e mettiti in marcia sulla M3: ti attende una nuova avventura.

Eger

Cortile della Fortezza di EgerChe il paese abbia una tradizione vinicola, è cosa risaputa. Se volessimo stabilire una capitale magiara in onore del Dio Bacco, questa sarebbe senza dubbio Eger. Il vino, nettare degli dei, trova dimora in una città che non vive di soli piaceri gastronomici e le sue tante attrazioni ne sono una prova. Tanto per cominciare, si parte dal castello, la fortezza di Eger, un’antica costruzione di forma pentagonale, che domina la città dall’alto della collina sulla quale sorge. Il suo interno è impreziosito da statue romaniche e gotiche, da un museo, in cui sono ancora oggi conservate opere dei più grandi pittori tedeschi, italiani ed ungheresi ed ovviamente, non possono mancare le degustazioni di vino.

I turchi più volte tentarono di conquistare la città e diverse testimonianze le ritroviamo tra le sue strade, con la fortezza a recitare la parte del leone: da qui, infatti, la città ha organizzato e perpetuato le manovre difensive contro gli attacchi dell’esercito ottomano, una battaglia che tocca il suo apice nel 1552, con uno scontro epico immortalato nel famoso romanzo “Le stelle di Eger“, di Géza Gárdonyi, la cui tomba è situata all’interno della fortezza stessa.

Dintorni

Parco Nazionale BükkE che dintorni: colpi d’occhio spettacolari, montagne che lasciano presagire la presenza del mare (sì, hai capito bene), picchi innevati: ma andiamo per ordine.

  • Parco Nazionale Bükk. Gli studiosi si accalcano per studiarne la fisionomia, caratteri che nascondono un passato avvolto nel mistero: pare infatti che, come testimonierebbero i sedimenti calcarei, qui un tempo c’era il mare. Un altro chiaro segnale? Le tante grotte (quasi mille quelle scoperte) visitabili al suo interno. Prepara la macchina fotografica, qui la vista mozza il fiato.
  • Mátra. Un paesaggio invernale, in cui la flora e la fauna danno il meglio di sé, dando vita ad autentici spettacoli della natura. Grande biodiversità e grande varietà di specie autoctone che, in certi casi, vivono solo qui. Si segnalano inoltre i tanti sentieri che ben si prestano alle escursioni e le principali stazioni sciistiche del paese: se ami la soffice neve, sei nel posto giusto.

Tokaj-Hegyalja

Collina del TokajServita la capitale vinicola del paese, ecco l’antagonista, un’intera regione che si presta alla produzione del nettare degli dei sin dalla notte dei tempi. “Il vino dei re, il re dei vini“, un vino le cui proprietà sono sempre state apprezzate nel tempo, un estratto che, nel Medioevo, era ritenuto terapeutico, al pari di un medicinale. La città principe di questo distretto è Tokaj, un piccolo centro di circa 5.000 abitanti, la maggior parte dei quali dediti alla produzione del vino che prende il nome dalla città, un marchio di fabbrica conosciuto in tutto il mondo. La città dista 50 km da Miskolc e circa 230 km da Budapest: arrivarci è semplice, attraverso la M3 e la statale 3. È possibile giungervi anche in treno.

Curiosità della regione

Nella zona Sud della regione, al confine con la Grande Pianura, vive un’etnia dalle forti tradizioni: i Matyó. Noti in particolare per le pregiate stoffe di produzione autoctona, se ne segnalano gli abiti tradizionali, caratteristici e dai colori vivaci. Tante le manifestazioni popolari che si tengono durante l’anno, volte a conservare le tradizioni folcloristiche di questa minoranza etnica. Balli, canti e delizie della gastronomia sono i piatti forti di questi appuntamenti da non perdere.

Grande Pianura

Il territorio più esteso del paese, senza dubbio uno dei più variegati. Grandi città e meravigliosi spettacoli della natura a perdita d’occhio: procediamo per ordine.

Debrecen

Cattedrale di DebrecenLa più grande città dell’Ungheria orientale, nota, sì, per i suoi monumenti e la sua architettura, ma soprattutto per il suo ruolo centrare nel contesto del protestantesimo ungherese. Non a caso, una delle principali attrazioni di Debrecen è la sua Chiesa Grande, la più grande tra le chiese calviniste d’Ungheria. Due campanili, ognuno dei quali alto 60 metri ed un ricercato gusto artistico, ne fanno un luogo da visitare: la trovi sul corso principale della città.

Ma quali sono le occasioni più importanti per visitare la città? Ogni data è quella giusta, ma qui ne segnaliamo qualcuna più o meno rilevante: il Carnevale dei Fiori, ad esempio, con la sfilata di carri a tema e lo spettacolo pirotecnico che si tiene proprio di fronte alla Chiesa Grande, cade il 20 agosto. Ami la musica jazz? Sei nel posto giusto: le Giornate di Jazz sono dedicate a questo genere, con un susseguirsi di concerti e manifestazioni di sensibilizzazione di massa.

Szeged

Cattedrale di SzegedLa “città del sole”, un centro che sorge ai piedi di due fiumi: il Maros ed il Tisza, il secondo più grande del paese. Giungendo al centro, il Duomo cittadino catturerà il tuo sguardo: sorge a Piazza del Duomo e si erge alta, forte del suo meraviglioso stile neoromantico. Cosa vedere in città? C’è tanto da visitare: per cominciare, la Nuova Sinagoga, una delle più belle d’Europa, per stile e ricchezza di particolari, si passa poi per il Museo Ferenc Móra, geloso custode di pregiati cimeli d’arte. E poi la Chiesa della Madonna della Neve, l’antica fabbrica salumiera e la rinomata Pasticceria Virág, sede di spettacoli e manifestazioni: preparati ad immortalare questi luoghi.

Il momento giusto per visitare la città? Sicuramente durante il Festival di Szeged, l’anno scorso tenutosi a cavallo tra maggio e giugno. Concerti, esibizioni e performance teatrali all’aperto intrattengono i tanti curiosi che vi giungono da ogni angolo d’Europa. Il posto giusto è la Piazza del Duomo.

Dintorni

Lago TibiscoLa natura dà il meglio di sé in questo angolo d’Europa Centrale: l’azzurro delle acque si confonde con il blu del cielo, creando spettacolari giochi cromatici all’alba ed al tramonto. Vediamoli nel dettaglio:

  • Lago Tibisco. Tisza in ungherese: siamo di fronte al secondo lago del paese, un incantevole intreccio di natura selvaggia e scenari pittoreschi. Differentemente dal Lago Balaton, qui è possibile praticare gli sport acquatici, grazie all’assenza di un divieto per l’uso di motoscafi, il che lo rende meno tranquillo, ma più dinamico. La località di villeggiatura più rinomata è Tiszafüred.
  • Mártély. Una delle zone paesaggistiche più belle del paese. L’attuale conformazione di questo centro è dovuta all’azione che arginò le acque del Tibisco, conferendo a questo luogo una natura più tranquilla: non a caso gli aironi giungono fin qui per nidificare.
  • Valle di Körös. Sebbene anche questo angolo di Ungheria non sia stato sottratto alle manovre di contenimento del Tibisco, la flora e la fauna hanno mantenuto caratteristiche pressappoco invariate. Lo stesso non si può dire per il quadro geologico dell’intera area, che ha visto il crearsi di acquitrini e luoghi di straordinaria bellezza, ma ad ogni modo frutto dell’intervento dell’uomo.
  • Valle di Maros. Una zona piuttosto vasta che a breve farà parte del parco nazionale. Un intreccio di verde, quello della splendida natura e azzurro, la tonalità delle dolci acque che bagnano una delle più belle zone ad Est del paese.

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Foto di: elekes, Gyorgy Kovacs (2), urbanlegend, Matééé, lanchutt. Da: Flickr CC.

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