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Il Magazine del viaggiatore
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Il World Travel Market annuncia ogni anno le tendenze del mercato turistico a livello mondiale: quest’anno una sorpresa si cela nelle sue previsioni. Tra i nuovi resort che si ispirano agli accampamenti militari, le applicazioni per Smartphones ed i centri termali, troviamo un inatteso ospite: l’Iraq. Che sia giunto il momento della riapertura di Baghdad al grande pubblico?


 
 

Uno spiraglio di luce

Il postguerra regala, finalmente, all’Iraq un abbozzo di turismo: tanti sono i viaggiatori che sembrano essere in cammino. Secondo i dati del WTM, il paese inizia a rivedere la luce dopo 7 anni di guerra che ne hanno compromesso il processo di sviluppo: è prevista l’apertura di 700 nuovi alberghi per il 2014 e l’avvio di un servizio di voli regolari da parte di compagnie quali Lufthansa ed Austrian Airlines.

Le drammatiche conseguenze di un conflitto armato che ha avuto inizio nel 2003 ed ancora oggi mostra alcuni strascichi, non frenano i tour operator che, sempre più spesso, avviano programmi turistici in una terra dilaniata, eppure, dallo sguardo fisso all’orizzonte. Un esempio? La britannica Hinterland Travel, che offre pacchetti settimanali a £1.700 (volo escluso).

L’offerta

La porta di Ishtar

Il programma? Visita a Baghdad, Tikrit ed altre città dell’antica Mesopotamia: non dimentichiamo che l’Iraq odierno sorge in un lembo di terra universalmente considerato culla della civiltà moderna.

Sul sito web dell’agenzia, si legge quanto segue: “L’attuale situazione in Mesopotamia è migliorata nettamente rispetto al recente passato e molti viaggi sono già stati effettuati con successo. Abbiamo ampliato il nostro itinerario, includendo Tikrit Kalhu,
per un’esplorazione più dettagliata.
Non mancano le visite alle abitazioni
di Saddam
, così come a tanti altri
luoghi d’interesse”.

I numeri

Avventato? Pericoloso? L’agenzia afferma che i percorsi battuti sono più che tranquilli e che si procede in gruppi, in modo da non attirare l’attenzione. Sta di fatto che, fino ad oggi, non si sono registrati incidenti.

L’anno scorso, 1,3 milioni di stranieri hanno visitato l’Iraq, la maggior parte dei quali in quanto tappa del turismo religioso locale. Vale la pena ricordare che, prima del 1980, ovvero dell’inizio delle ostilità tra Iraq ed Iran, il paese era una meta di viaggio molto popolare, soprattutto tra i tedeschi, i francesi e gli giapponesi.

Al giorno d’oggi, il Ministero degli Affari Esteri, sconsiglia i viaggi verso il paese per ragioni di sicurezza, eccezion fatta per la regione autonoma del Kurdistan.

Foto di: CC Flickr / Todd Moriss, MissDaisy44.


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